Una proposta alternativa per la gestione dello stress e delle risorse umane.
Life coaching.
Individuale. Famiglie. Aziende. Mondo dello sport.
Informazione. Aggiornamento. Formazione professionale (a livello di Master)

Definiamo alternativo il nostro approccio alla gestione dello stress per le seguenti ragioni:

1. "Lasciamo stare la testa"
Pur attribuendo tutto il suo valore all’importanza della configurazione psichica di ciascun individuo in oggetto, manteniamo un punto di vista prevalentemente socio-antropologico riguardo alla massima parte dei fattori stressanti in un contesto sociale predeterminato (lavoro, famiglia, squadre sportive, ecc.). Prendiamo in considerazione questi fattori come originati non tanto da un’incompatibilità presunta o reale tra l’individuo e il suo raggruppamento sociale di appartenenza, quanto dall’incompatibilità di tale gruppo con se stesso. In altri termini, identifichiamo le fondamentali contraddizioni sistemiche e non-sistemiche all’interno del gruppo stesso.

2. Qualche volta è la montagna che deve andare da Maometto
Una volta identificate queste contraddizioni, forniamo concrete raccomandazioni sui cambiamenti che possono essere effettuati. A differenza della maggior parte degli approcci tradizionali, tendiamo ad imporre il massimo onere dell’aggiustamento non su un singolo membro del gruppo di riferimento, ma sul gruppo stesso. Nella maggioranza dei casi, l’unica necessità di aggiustamento che riversiamo sull’individuo consiste nel modificare le sue aspettative, e quindi la sua percezione del gruppo.

3. Valutazione di un potenziale stressante
Ancora una volta, a differenza dalla più tradizionale preoccupazione della “intensità e durata”, ci concentriamo sulle dinamiche effettive dell’applicazione dello stress. In altri termini, riteniamo importantissimo tener conto non solo e non tanto dell’intensità dello stress e della sua durata temporale, quanto dell’identificazione del come esso sia stato applicato.

4. Farla finita con "riposo e svago"
Una differenza fondamentale del nostro metodo consiste nel fatto che la nostra enfasi sugli aspetti dinamici dello stress ci porta a considerare il cosiddetto “riposo e svago” come parte dello schema stressante anziché come alternativa allo stress.

5. Collegare sociologia e fisiologia
Una volta identificati sia i fattori stressanti ossia stressori (l’aspetto socio-antropologico), le dinamiche della loro applicazione e la tipologia dell’implicito “riposo e svago” (aspetto fisiologico), siamo in grado di fornire raccomandazioni concrete per il reciproco aggiustamento. Tutto ciò contribuisce a creare un ambiente lavorativo e familiare più sano e psicologicamente sicuro, facendo evitare ogni sensazione di inadeguatezza che l’individuo spesso riceve da una varietà di approcci psicologici.

6. Ippoterapia
A parte l’ovvio beneficio comportato dal contatto con gli animali, usiamo la metafora del rapporto tra preda dominata (cavallo) e predatore-dominatore (essere umano) per dimostrare l’importanza della corretta lettura dei “segnali culturali” provenienti, in questo caso, dall’ethos equino. Dopo una breve seduta teorico-propedeutica, portiamo il cliente in una scuderia dove il nostro specialista presenta una pratica di “join-up” con un cavallo illustrando con una serie di specifici procedimenti sia l’importanza della lettura dei segni comportamentali che l’efficacia del metodo dinamico dell’applicazione dello stress positivo non-coercitivo.

Oltre ad operare in diretto collegamento con le società e con le nostre sessioni interne individuali e di gruppo, forniamo programmi universitari di addestramento, aggiornamento e di informazione.